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The mooring island / 2015-2020 // Islanda

Ho viaggiato in Islanda dal 2015 al 2020, spinto da una forza che mi portava a nord, per capire perché in un paesaggio a me completamente estraneo, io mi sentissi a casa, protetto dalle mura di un rifugio immaginario. Senza trovare risposta, ho capito come il paesaggio islandese fosse riuscito ad accendere in me la scintilla della memoria, stimolando il mio inconscio a riconoscere luoghi e oggetti come familiari nonostante io li incontrassi per la prima volta sul mio cammino. Il paesaggio è diventato terreno dove connettere la percezione visiva con la mia memoria; così i segni sono diventati tracce, oggetti ricordi di infanzia e una terra lontana si è trasformata in casa. E tra le mura di casa ho potuto raccontare il mio viaggio. 



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I traveled to Iceland from 2015 to 2020, driven by a force that took me north, to understand why in a landscape completely foreign to me, I felt at home, protected by the walls of an imaginary refuge. Without finding an answer, I understood how the Icelandic landscape had managed to ignite the spark of memory in me, stimulating my unconscious to recognize places and objects as familiar even though I met them for the first time on my path. The landscape has become a terrain in which to connect visual perception with my memory; so the signs have become traces, objects, memories of childhood and a distant land has been transformed into a home. And within the walls of my home I was able to tell my journey.