Quattro anime (on going)

Quatre cjases in crous / Se no tu fai ad ora a scjampâ / uchì tu devente vecje e tu mour./ Un po’ de prâtz / dos tre montz / se no tu scjampe / no tu scjampe pì / tu devente Andrèes.

Quattro case in croce/ Se non fuggi in tempo / qui diventi vecchio e muori./ Qualche prato / due tre montagne./ Se non fuggi, non fuggi più: diventi Andreis.

Parto da queste parole di Federco Tavan, poeta friulano, e mi ritrovo in Carnia, in mezzo alle montagne, tra le stradine di paesini abbandonati e dimenticati da Dio. 

La Carnia altro non è che la regione montuosa della mia regione, sulla carta. In realtà è un mondo, pieno di frazioni, di frazioni di frazioni, di leggende e di storie raccontate alla luce del fuoco. 

Parto, e vado a nord.

La Carnia si sta spopolando, i giovani fuggono, gli anziani rimangono. Dove prima c’erano quattrocento abitanti, ora se ne contano a malapena cento. 

Frazioni con un abitante solo, frazioni disabitate.

E’ in questo scenario che mi muovo. 

Arrivare nei paesi e’ come entrare nel salotto delle persone. 

Un grande salotto a cielo aperto, dove la mia presenza non passa inosservata. I carnici sono un popolo gentile, tutte le persone che incontro mi fanno entrare in casa, mi mostrano le foto di famiglia, mi offrono un thè caldo. 

Sono persone che non chiedono aiuto, sono persone che resistono. 

Tutto questo lo riconosco come un grande atto di fede, nei confronti della montagna che anni fa li ha accolti e che oggi li trattiene li, prigionieri. 

Non la vogliono lasciare, la montagna e non possono farlo. Questa strana relazione, tra uomo e montagna, si percepisce nei volti delle persone, nelle crepe dei massi a bordo della strada, nei boschi che custodiscono gelosamente segreti che invecchiano insieme alle piante. 

Questa è la Carnia che incontro; ferma, immobile nel tempo ma comunque piena di vita. Che sia la rugiada poggiata sugli alberi o il fiume di parole che si riversa su di me durante gli incontri con i suoi abitanti. 

Questo progetto nasce dalla voglia di raccontare le storie di queste persone e di questa regione. Ho incontrato varie persone, ascoltato tante storie, alcune custodite con un pizzico di gelosia nella mia memoria. Le storie nelle prossime pagine  sono le storie di tre uomini che ho incontrato nei miei pellegrinaggi da agosto a dicembre.